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Le follie lucide. Il delirio di interpretazione

Il delirio di interpretazione si pone tra gli stati psicopatici che vengono riuniti in modo artificioso sotto il nome di “follie lucide”, dal momento che i soggetti che ne sono affetti conservano, al di fuori del loro “delirio parziale”, tutta la loro vivacità intellettiva, con un’attitudine a discutere e a difendere le loro convinzioni. Gli interpretatori non meritano l’epiteto di alienati nel senso etimologico del termine (dal latino alienus, estraneo): essi restano in relazione con l’ambiente e il loro aspetto si mantiene normale; alcuni riescono a vivere in società fino alla fine senza attirare l’attenzione se non per qualche stranezza; la maggior parte è internata, ma non a causa delle loro idee deliranti, ma a causa del loro carattere violento e impulsivo che li rende pericolosi. Se si parla con loro o se si legge la loro corrispondenza e i loro diari, non solo non si rileva alcuna forma di irrazionalità, ma si constata anche che hanno un modo di esprimersi molto corretto, delle associazioni di idee normali, dei ricordi molto precisi, una curiosità molto viva, un’intelligenza integra, a volte acuta e penetrante. Non si evidenziano né allucinazioni attive, né eccitazione, né depressione, né confusione, né perdita di sentimenti affettivi. Per scoprire alcune particolarità sono spesso necessari dei colloqui prolungati o ripetuti.

Autore: Sérieux, Paul - Capgras, Joseph
Anno: 2013
ISBN: 978-88-95930-61-9
Num. Pagine: 230
Editore: Giovanni Fioriti

Prezzo: 28.00€
23.80€Prezzo:
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